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Il progetto

Dettaglio

Il tempo trascorre veloce

come l’evoluzione culturale, tecnologica e sociale.
La scuola, tuttavia, segue ritmi propri e in questo contesto il tempo rallenta, poiché la crescita cognitiva, emotiva e sociale degli allievi lo impone. L’aula, intesa come spazio e luogo di insegnamento-apprendimento tradizionale, comunica con gli allievi – e non solo – attraverso vari indici (disposizione, architettura, spazi, altri), tra cui spiccano visivamente le produzioni didattiche che evocano il lavoro già svolto o ancora da avviare. Nelle aule il tempo si indebolisce, rispettando i ritmi differenziati e imposti dal funzionamento scolastico. L’aula dovrebbe quindi essere (ancora?) un luogo autoreferenziale, dove gli inquilini si isolano o si raggruppano per meglio crescere nel loro apprendimento.
Ma come si configurano questi luoghi di apprendimento? Ci sono delle peculiarità costanti che li contraddistinguono? Il loro arredamento, prodotto e/o esposto, lascia trasparire una costante culturale o didattica? Ci sono delle tracce estetiche ricorrenti? Quali disposizioni dei banchi sono maggiormente usate? E cosa racconta l’immobilità della disposizione dei banchi? La moderna tecnologia – per intenderci, parliamo delle ICT, Information and Communications Technology – è entrata in aula come supporto didattico?
Queste sono alcune delle domande a cui il progetto intende dare risposte visive; nel contempo vuol essere un documento della situazione storica degli spazi scolastico-didattici delle scuole elementari ticinesi.
In sintesi, l’autore e ideatore di questo sito ha inteso fotografare aule scolastiche secondo criteri di attitudine a rappresentare la nostra realtà istituzionale e di cultura scolastica.
Il progetto fotografico si è svolto durante gli anni scolastici 2017/18 e 2018/19 toccando oltre 60 classi. Colgo qui l’occasione per ringraziare le autorità che l’hanno permesso e le maestre e i maestri che mi hanno ospitato, nonché gli allievi che ho forse disturbato – spero solo un poco.

La scelta tecnica

Per poter confrontare le varie aule con una visione globale, ho scelto di fotografarle con un grandangolo dai quattro angoli dell’aula e, al centro, con una camera digitale a 360 gradi. Nel primo caso con gli allievi e maestri presenti, ritratti (deliberatamente) in movimento e quindi non identificabili; nel secondo a classe vuota. Questi scatti permettono un’analisi globale dell’aula, identificando anche i vari angoli della stessa, grazie alla possibilità di ingrandire le fotografie  (scattate ad alta risoluzione) e al movimento soggettivo (nelle foto a 360 gradi).

Le categorie

Per meglio raggruppare e confrontare aule diverse ho identificato le fotografie selezionate con i seguenti criteri:
- scuole di valle, periferia e città;
- classi di prima, seconda, terza, quarta, quinta e pluriclasse;
- disposizione dei banchi: a file, a cerchio, a gruppi, altre;
Sono stati identificati altri criteri non implementati in questa fase del progetto.

Nelle fotografie a 360 gradi il criterio di identificazione è l'anno scolastico.
Le fotografie non riportano informazioni suscettibili di identificare le sedi scolastiche. L’architettura, l’età della scuola e la dimensione dello spazio dell’aula non sono catalogate, ma si possono dedurre dalle immagini.